San Francisco Chronicle

“One day if I go to heaven … I’ll look around and say, «It ain’t bad, but it ain’t San Francisco»”

Non era la prima volta che andavo a San Francisco, ma ci sono tornato volentieri, e devo ammettere che ogni volta mi sorprende. Ho amici accoglienti, che mi fanno sempre sentire a casa, e nuove persone da conoscere, nuove occasioni da sfruttare. Sì, Herb Caen, noto giornalista che scrisse per il San Francisco Chronicle per oltre sessant’anni, ha racchiuso in una frase apparentemente ironica un pizzico di realtà.

Qualunque sia il motivo del tuo viaggio, svegliarsi a San Francisco è sempre un piacere, anche se devi rimboccarti le maniche. E nel mio caso, è vero in senso letterale. Ecco cosa ho fatto: sono partito con il metro in tasca, e lì l’ho conservato per tutto il tempo. Non uscivo mai di casa senza, sarei anche potuto partire senza valigia: tutto quello di cui avevo bisogno era un metro, un taccuino e una matita.

San Francisco
Lombard Street San Francisco

Srotolo il metro prima di tutto sulle spalle del mio amico. Indossa ormai da tempo camicie di nostra produzione. Dopo avergli preso le misure scegliamo insieme i dettagli che rendono le sue camicie solo sue, uniche. Piccoli risvolti di stoffa, polsini, bottoni in contrasto. Le sue camicie sono un suo marchio di fabbrica, anche se le facciamo noi in Italia.

E la stessa cosa ho fatto per altri amici e colleghi. Personalizzare una camicia, una giacca, un vestito significa per noi sintonizzarci sulla vostra frequenza, ascoltarvi, e realizzare un capo che parli di voi, che si esprima nella vostra lingua.

Da tempo infatti la Franco Montanelli offre un servizio su misura, che non si limita però alle quattro mura del negozio di Lucca, in Toscana, ma si sposta ovunque voi siate, per venirvi letteralmente incontro.

Se anche voi siete interessati a questo servizio, potete contattarci in qualsiasi momento, telefonandoci o inviandoci una mail. Saremo lieti di potervi raggiungere per cercare di studiare insieme un capo per un’occasione importante o che all’occorrenza sia adatto a tutti i giorni.

Curiosità

Nei paesi anglosassoni, quindi anche negli Stati Uniti, le piccole lunghezze si esprimono in inches, un’unità di misura che non fa parte del Sistema Internazionale di Unità di Misura. Il valore di un pollice, o inch, già in uso presso gli antichi Greci e Romani, variava da regione a regione. Sotto il regno di Ottaviano Augusto (27 a.C. – 14 d.C.) avvenne l’equiparazione delle varie misure con quelle adottate a Roma, che portò ad estendere ovunque l’uso del pollice come dodicesima parte del piede, l’unità di misura del sistema lineare romano.

In vigore a lungo in Europa, il pollice era usato con valori differenti da città a città, finché non venne introdotto il sistema metrico decimale.

La presenza di misure diverse cominciava infatti a costituire un ostacolo, soprattutto agli scambi commerciali. Nel 1775 la Francia decise così di costituire una commissione di scienziati presieduta da Luigi Lagrange, noto matematico, incaricata di creare un insieme di unità di misura per ciascuna grandezza (lunghezza, peso, volume, ecc..) che potesse essere adottato in modo univoco dai vari paesi.

L’uso del pollice come unità di misura sopravvive solo nei paesi anglosassoni, dove un inch corrisponde ufficialmente a 2,54 cm.

magazine@francomontanelli.com

( testo Anna Tongiani )